Zona vinicola Bolzano e dintorni

La Schiava di collina e il Lagrein cittadino

Può sembrare strano, ma d’estate spesso e volentieri nella conca di Bolzano si registrano le temperature massime più alte d’Italia. Sui profondi terreni alluvionali che costeggiano il torrente Talvera matura un Lagrein straordinario, mentre sulle soleggiate alture della frazione di Santa Maddalena prospera la versione più corposa della Schiava altoatesina.

Lagrein e Santa Maddalena, la varietà simbolo del capoluogo

Il Lagrein e la Schiava di Bolzano erano conosciuti già nel Medioevo come pregiati vitigni autoctoni. Il Lagrein, dal colore e dal sapore intensi, è oggi uno dei cavalli di battaglia dei rossi altoatesini. Il Consorzio di tutela del Santa Maddalena, istituito negli anni Settanta del secolo scorso per fornire assistenza, definire i criteri di produzione e promuovere i vini locali, ha permesso alla Schiava prodotta sui declivi di Santa Maddalena di convincere anche la critica di settore.

  • Superficie di produzione: 686 ha
  • Altitudine dei vigneti: 250 a 900 m s.l.m.
  • Terreni: sui versanti prevalentemente depositi detritici porfirici ben ventilati, a fondovalle terreni alluvionali
  • Produzione: 30% vini bianchi, 70% vini rossi
  • Vitigni più diffusi: Schiava, Lagrein, Gewürztraminer, Pinot bianco
 

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Bolzano
Vacanza tra i vigneti che dominano il capoluogo
 
 
 
 

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