“Schiava, Lagrein, Pinot nero, Pinot bianco, Gewürztraminer, Sauvignon, Pinot grigio”

L’incredibile varietà di vitigni del panorama vinicolo altoatesino!
Ancora un record per la nostra fulgida industria vinicola: in Alto Adige ci sono oltre due dozzine di vitigni.
Si tratta questo, in proporzione alle dimensioni dell’area di produzione, di un vero e proprio record a livello mondiale!

E se è vero che, come dicono i più giovani manager del mondo del vino, le varietà meno conosciute sono più difficili da commercializzare, è altresì corretto ciò che affermano rinomati giornalisti enologici internazionali, ovvero che queste varietà sono fondamentali come il sale nella zuppa di vino altoatesina.
 
 
Negli ultimi 20 anni il ritmo frenetico del lavoro dei frutticoltori ha contagiato anche i loro colleghi viticoltori, i quali in breve tempo hanno portato a termine un lavoro senza precedenti, sostituendo molte varietà di Schiava con altre varietà più facilmente commerciabili.

Il motivo di tutto ciò è semplice: fino a soltanto due generazioni fa, la produzione di Schiava era ancora molto redditizia, tanto che a questa varietà venivano spesso e volentieri dedicati i terreni migliori. Quando negli anni ‘80, le principali riviste enologiche italiane fecero improvvisamente emergere l’incredibile aumento nella domanda di Cabernet e Merlot di qualità, si tentò di far fronte a questa necessità. In seguito ai primi incoraggianti risultati, si decise quindi di sostituire in molte località la Schiava con queste due varietà: una scelta coraggiosa ma ripagata in termini di successo, con i nuovi vini altoatesini che collezionarono presto una serie di importanti riconoscimenti, come ad esempio i celebri “Tre bicchieri” di Gambero Rosso.
Come per qualsiasi moda però, anche nel mondo del vino il vento cambia in fretta e, ironia della sorte, proprio le guide enologiche che inizialmente celebrarono i Cabernet e i Merlot altoatesini furono le prime a concentrare poi le proprie attenzioni verso altri prodotti.

È in questo momento che nacque quindi tutto il clamore intorno ai vini bianchi altoatesini: Pinot Bianco, Chardonnay, Pinot Grigio, Gewürztraminer, Kerner, Sauvignon e Sylvaner, con Merano, Salorno, la Val Venosta e l’Oltradige che improvvisamente non riuscivano più a produrre una quantità di vini bianchi tale da soddisfare la crescente domanda sul mercato.

Uno dei pionieri del boom del vino bianco altoatesino negli ultimi decenni è sicuramente Hans Terzer, per anni viticoltore della Cantina Produttori San Michele Appiano. Soprattutto con l'esclusiva linea "St. Valentin", disponibile in tutti i Vinum Hotels Südtirol, Terzer dimostrò che i vini bianchi altoatesini provenienti dalle altitudini più elevate possono conservarsi a lungo e far parlare di sé a livello internazionale.

Ma oltre ai celebri vini di qualità, anche i vini di nicchia altoatesini come il "Blatterle" di Bolzano, recentemente salvato dall'estinzione, il "Fraueler" della Val Venosta e le diverse varietà di Schiava sono in grado di sorprendere i palati più esigenti.

Come disse un entusiasta Jens Priewe, uno dei più influenti critici enologici tedeschi, a proposito del “Huck am Bach” della Cantina Bolzano, “è curioso come il sapore di questo Santa Maddalena risulta così buono anche per chi è abituato, per motivi di lavoro, a degustare Champagne, Borgogna, Supertuscan e altri vini di questo calibro. Nella sua semplicità, è davvero un vino meraviglioso. Non c’è bisogno di andare tanto a fondo, per scoprire i suoi segreti. Non c’è bisogno di dilungarsi troppo in descrizioni. Ed essendo sempre buono, non c’è nemmeno bisogno di aspettare anni, per poterlo apprezzare al meglio. Basta semplicemente versarlo nel bicchiere, inclinare un po’ la testa all’indietro, portare alla bocca la forchetta con lo schlutzkrapfen, con il boccone di canederli al formaggio o di Bauerngröstl e poi berne un sorso”.
Ecco, è così che si apprezza maggiormente il
“Huck am Bach”.
 
 
Vinum Hotels – La storia di novembre

L’autunno è alle porte: oscar, premi e riconoscimenti dalle principali guide enologiche per i vini altoatesini!

Le guide enologiche italiane adorano i vini altoatesini e la varietà di vitigni che la nostra Provincia offre. Luca Maroni, uno dei principali sommelier italiani, ad esempio, si dice entusiasta per il “vinofrutto” dei nostri vini rossi pesanti,
mentre Daniele Cernilli, che predilige vini speziati ed eleganti, celebra il nostro Pinot Nero, il Gewürztraminer e il Pinot Bianco.

Il “Gambero Rosso”, per distacco la principale testata vinicola a livello nazionale, negli ultimi anni ha più volte definito il Gewürztraminer e il Lagrein come “signori vini” e ha insignito alcune delle migliori cantine altoatesine del prestigioso riconoscimento dei “Tre bicchieri”.


La storia di Vinum Hotels Südtirol di novembre è dedicata ai successi ottenuti dai vini altoatesini nelle principali guide enologiche!