Ribelli, creativi e profondamente radicati

La rinascita dei Vignaioli dell’Alto Adige
Dodici vignaioli altoatesini si riunirono nel 1999 in un’associazione indipendente di produttori di vino. Da allora, l’associazione Vignaioli dell’Alto Adige (FWS) opera in qualità di rappresentante degli interessi e di fornitore di servizi per i suoi membri, nonché come autentico ambasciatore della cultura enologica altoatesina.

Tra i suoi membri vi sono tenute a conduzione familiare e cantine che producono e imbottigliano il loro vino interamente in Alto Adige. Non si tratta di un semplice consorzio di viticoltori, ma di un’associazione di vignaioli che producono e commercializzano da sé il proprio vino, i cui principali obiettivi sono promuovere la viticoltura tradizionale e la cultura enologica altoatesina, fornendo allo stesso tempo un sostanziale sostegno alle aziende che ne fanno parte, attraverso la rappresentazione delle stesse in occasione di convegni, la consulenza in materia di diritto vitivinicolo e nelle relative questioni tecniche, la gestione della pubblicità, l’organizzazione di presentazioni congiunte, di corsi di formazione, di viaggi d’istruzione e di circolari, garantendo inoltre una regolare pubblicazione di guide enologiche.

L’associazione Vignaioli dell’Alto Adige (FWS) rappresenta oggi 100 viticoltori indipendenti provenienti dalle più diverse zone di produzione, dalla Val Venosta alla Valle Isarco, fino alla Bassa Atesina.

“Ogni terroir ha il suo carattere e i nostri produttori, tutte persone molto autonome, permettono ad ogni vino di sviluppare al meglio la propria personalità.“

I Vignaioli dell’Alto Adige si distinguono per la loro forte personalità, anche nell’architettura. A Caldaro, ad esempio, i locali della cantina della tenuta Manincor sono stati costruiti sotto terra, al di sotto del vigneto e soltanto la sala per le degustazioni e il padiglione per la vendita sono situati in superficie. La splendida vista panoramica sul Lago di Caldaro che si gode da questi locali sembra celebrare la perfetta unione tra il piacere del vino e l’arte dell’architettura.
 
 
I numerosi e prestigiosi riconoscimenti ottenuti dalle aziende associate in tutte le principali guide enologiche sono un’importante testimonianza della qualità del lavoro svolto dai Vignaioli dell’Alto Adige (FWS).

La FWS ha ottenuto negli ultimi anni circa il 40% dei riconoscimenti ricevuti dai vini altoatesini a livello nazionale, fornendo così il proprio importante contributo all’immagine di qualità dei vini altoatesini. Per la prima volta nella storia un Santa Maddalena, il Santa Maddalena 2009 della Tenuta Pfannenstielhof, è riuscito ad ottenere i celebri “Tre bicchieri” di Gambero Rosso, la principale guida enologica italiana: un importante segno della ripresa della Schiava.

Vinea Tirolensis

Il 4 settembre 2000 si tenne la prima “Vinea Tirolensis”, la presentazione dei vini dell’associazione, che da allora si svolge ogni anno in Alto Adige. In occasione della terza “Vinea Tirolensis”, il 2 settembre 2002, è stata presentata anche la prima “mappa delle cantine”, una pratica cartina dell’Alto Adige sulla quale sono segnate tutte le aziende associate e sono riportate le più importanti informazioni sui membri della FWS.

L’associazione fornisce un importante supporto ai propri soci attraverso circolari e consulenze di tipo tecnico e legale. Dal 2004 fa parte dei principali organismi nazionali del settore vinicolo e dal 2008 lavora nel nuovo consorzio “Vini Alto Adige” il quale si è fatto carico di promuovere i vini altoatesini. Inoltre, l’associazione collabora con il Centro di sperimentazione di Laimburg e con le altre importanti istituzioni vinicole – come testimoniano gli eccellenti rapporti tra l’associazione Vignaioli dell’Alto Adige e i Vinum Hotels Südtirol.

Cantine associate


Tutte le cantine associate alla FWS, dalle più conosciute come la Manincor (Caldaro), Ignaz Niedrist (Cornaiano) Glögglhof (Bolzano), Baron Widmann (Cortaccia) e Kuenhof (Bressanone) a quelle più emergenti, tra cui Pratznerhof (Bolzano), Garlider (Velturno) e Hartmann Doná (Cornaiano/Ora), sono abbondantemente rappresentate nelle carte dei vini dei Vinum Hotels.
 
 
Vinum Hotels – La storia di giugno
Tradizionali, coraggiose e visionarie – un ritratto delle tenute vinicole altoatesine

L’Alto Adige può vantare una grande numero di vini DOC, ovvero vini a denominazione di origine controllata. Le circa 5.000 aziende vinicole altoatesine forniscono le proprie uve a 170 cantine e circa il 70% del vino altoatesino viene prodotto da cantine organizzate in cooperative. Un ulteriore 25% viene prodotto dall’associazione “Tenute dell’Alto Adige”, mentre il restante 5% è prodotto dai Vignaioli dell’Alto Adige. All’interno delle “Tenute dell’Alto Adige” troviamo la crème de la crème dei viticoltori locali, con nomi altisonanti come Hofstätter (Termeno), Lageder (Magré), Tiefenbrunner (Cortaccia-Niclara) e Sallegg-Kuenburg (Caldaro) che hanno segnato la viticoltura altoatesina nei secoli passati.

Con coraggiose decisioni, nella seconda metà del XX secolo hanno attuato un cambiamento radicale ed esemplare, passando da una produzione di vini semplici alla produzione di vini di qualità, che riscuotono al giorno d’oggi grande successo a livello internazionale. La storia di giugno dei Vinum Hotels Südtirol è dedicata alle prestigiose tenute vinicole altoatesine, che con le loro idee visionarie hanno modernizzato la viticoltura in Alto Adige!