La storia di luglio - Giudicare i vini

I punteggi possono aiutarci a bere il vino?
A un vino si possono assegnare 15 punti su 20, oppure si può dire che ci ricorda Madonna, George Clooney o Cristiano Ronaldo in quanto a personalità e carisma. Ma voti e recensioni costituiscono realmente un vantaggio per gli amanti del vino? Con pazienza, empatia e forza di persuasione, i VINUM Hotels altoatesini forniscono ai propri ospiti consigli utili su come giudicare i vini e stilare da sé una propria classifica personale.
 
 
Mentre in Germania viene usato ancora il sistema ventesimale, in Italia e in gran parte del resto del mondo la valutazione dei vini avviene sulla base del celebre sistema in centesimi di Robert Parker. Oltre a essere di più facile comprensione, un giudizio su base 100 punti dà l’idea di essere più preciso rispetto al sistema ventesimale, dove i voti vanno da 10 a 20. In realtà non c’è una grande differenza, visto che anche nella nostra scala di valutazione i voti non partono dallo zero, bensì da 60 o in alcuni casi addirittura da 70.

E cosa si diceva di un vino prima che venissero inventati i giudizi numerici? Gli enologi austriaci di inizio XIX secolo usavano attribuire aggettivi di forte impatto in grado di descriverne perfettamente il carattere. Vediamo dunque alcuni esempi: stagionato (oppure invecchiato, maturo o “da marito”), stantio (oppure guasto, avariato), vecchio, irascibile (spumante), svanito (distrutto, decomposto), educato (se pronto in seguito a fermentazione), selezionato (dalle migliori uve), ottimo, inebriante, amaro, solleticante (ricco di bollicine), floreale, solforico (con sentori solforati), privo o ricco di bouquet (in base agli aromi più o meno floreali), focoso, comune (dal carattere debole o derivato da diverse varietà di vite), concentrato, grasso (da grappoli vigorosi), fuggente (ricco di aromi, etere e alcool), progressivo (in fase di formazione), corrotto, tannico (astringente, allappante), regressivo (vino che diventa scialbo non appena spariscono le sue bollicine), contraffatto, rinvigorito (quando a un vino stagionato viene aggiunto un po’ di quello nuovo affinché recuperi le energie vitali iniziali).
Ancora oggi sarebbe possibile descrivere e analizzare molto bene qualsiasi vino utilizzando questo lessico di definizioni austroungariche.

Quando invece ci chiedono “Com’era il vino?” possiamo anche rispondere con un voto: “17,5 punti”. Qualsiasi intenditore conosce infatti la scala di valutazione dei vini a 20 punti e sa che 17,5 punti significa “ottimo”. Questa la scala dei punteggi: 10 – 11,9 = “accettabile”, 12 – 13,9 = “buono”, 14 – 15,9 = “molto buono”, 16 – 17,9 = “ottimo” e 18 – 20 = “eccelso”. E cosa succede se ci dimentichiamo cosa vogliono dire questi numeri? Semplice, smettiamo di dare importanza a tutte queste cifre e torniamo a giudicare il nostro bicchiere come ci viene meglio! In fondo bisogna soltanto cogliere i messaggi che ci manda il vino. Il primo esame avviene a livello visivo: una volta versato il vino, intuiamo che è vivace e frizzante dalle bollicine di anidride carbonica che vanno a formare una galassia di stelle sulla superficie del vino o attorno al bicchiere. Dopo l’occhio, è il naso il senso più importante per giudicare il vino. Il motivo è semplice: quando viene stappata una bottiglia, il vino entra in contatto con l’ossigeno che ne esalta il profumo e le proprietà aromatiche, ed è in questo momento che possiamo riconoscere i punti di forza del suo bouquet.

Se è vero che esiste una lingua dell’amore, esiste anche una “lingua del vino”. E affinché tutti coloro che hanno un bicchiere di vino in mano possano capirsi l’uno con l’altro, ci pensano gli esperti sommelier dei VINUM-Hotels a fare da… interpreti!
 
 
La storia di agosto di VINUM Hotels Südtirol
Costume, asciugamano, crema solare e… vino! Una vacanza al mare con le migliori bottiglie dell’Alto Adige.

I vini altoatesini hanno conservato la loro identità e la loro origine alpina, conservando nel proprio gusto le tracce del vento, delle rocce, dei terreni e delle condizioni climatiche della loro terra di origine. Queste ultime svolgono un ruolo fondamentale, tant’è vero che il risultato finale cambia di annata in annata proprio in base a condizioni climatiche più o meno favorevoli. Pur presentando differenze notevoli da un anno all’altro, i nostri vini hanno una peculiarità inconfondibile: hanno un carattere sfaccettato e emozionante come le pendici delle montagne su cui crescono. Abbiamo scelto una dozzina di bottiglie che porteremmo con noi su un’isola sperduta. Vini di fama internazionale, che vi aspettano nelle fornitissime enoteche dei VINUM-Hotels Südtirol.