La storia di dicembre - Cenone di Capodanno in Alto Adige

Ecco cosa si mangia e cosa si beve – Grandi mangiate, spumante e vini pregiati
 
 
>Anserem elixum calidum ex iure frigido Apiciano: teres pipier, … < scrisse il romano Apicio, il gastronomo più famoso dell’antichità. Tradotta, la ricetta recita: (Per le oche): Oca calda lessa con salsa apiciana fredda: pestare pepe, levistico, semi di coriandolo, menta e ruta. Bagnare con il liquamen, aggiungere un po’ di olio e assaggiare. Asciugare l’oca lessa calda con un panno di lino, versare la salsa e servire”. Ma adesso anche nelle famiglie altoatesine, così come nelle migliori locande e nei migliori VINUM-Hotels Südtirol, è arrivato il momento di gustare l’oca o l’anatra al forno!

I piatti a base di oca o anatra devono essere accompagnati con un ottimo vino, ovvero un vino rosso che abbini una buona struttura, forza e un’acidità in grado di tenere testa alla carne, piuttosto grassa, del pollame. Lo scintillante Merlot “Brenntal” 2015 dal colore rosso rubino, che emana il tipico odore del Merlot con l’aroma di frutti rossi, tra i quali si distinguono ciliegie e lamponi, è il vino ideale da abbinare alla nostra oca, o anatra. Othmar Donà, il cantiniere della Cantina Cortaccia, mostra grande entusiasmo parlando del terreno dal quale proviene il suo ottimo Merlot: “La zona Brenntal confina con le pendici settentrionali del grande massiccio calcareo sul quale troneggia Cortaccia. Una rete capillare di corsi d’acqua, provenienti da tre direzioni, deposita i sali minerali delle montagne nel sottosuolo argilloso del piano. I terreni di ghiaia calcarea e porfirica garantiscono un drenaggio ottimale e, al tempo stesso, naturale. Questi sali, trasportati dall’acqua dalle alture delle montagne alla calda valle, determinano il profilo alpino del Merlot “Brenntal”. La mineralità fresca vibra intensamente sul palato e gli aromi profumati delle erbe selvatiche richiamano la vegetazione al di sopra del limite della vegetazione arborea”.

Ma dove c’è festa, c’è lo spumante altoatesino, il quale fermenta prevalentemente in bottiglia secondo il metodo classico, conosciuto a livello internazionale anche come il metodo francese “méthode champenoise”. Delle vere perle alpine da servire nel bicchiere, come il fenomenale spumante di montagna “Comitissa” di Lorenz Martini. “La vita va celebrata! Lo spumante d’annata “Comitissa”, uno spumante completamente secco e con dosaggio minimo di dolcificante, è il risultato della perfetta interazione tra uomo, clima e terreno”.

La stagione fredda è anche il periodo migliore per riscoprire alcuni classici della cucina tirolese, come ad esempio i rollé di carne. I creativi chef altoatesini arrotolano sottili fette di manzo – dalla spalla fino alla complicata coda di bue – intorno a fantasiosi ripieni di verdure invernali! È così che la cucina classica della bisnonna, che riutilizzava e valorizzava gli avanzi, si trasforma in modernissimi e gustosi assaggini!

Il miglior vino da abbinare ai rollé invernali di carne è il Pinot Grigio “Anger”, annata 2016, Cantina San Michele Appiano

Oppure il Pinot Grigio “Sanct Valentin”, annata 2016, Cantina San Michele Appiano

Hans Terzer è un cantiniere d’altri tempi, tanto che all’interno dell’azienda viene rispettosamente soprannominato “creatore”. Grazie ai suoi spettacolari vini fruttati, ha mostrato ai giovani cantinieri altoatesini la strada da seguire per proseguire lo sviluppo dei nostri vini. Nel meraviglioso assortimento della Cantina San Michele ci sono, senza dubbio, bollicine più vivaci e appariscenti di entrambi i vini Ruländer, ma entrambi, grazie alla loro cremosità e alla mineralità tipica dei vini bianchi prodotti nella zona di Appiano, si abbinano perfettamente alla delicata “roulade” autunnale della Val Sarentino. Inoltre, quando a credere nelle potenzialità di questo vitigno erano veramente in pochi, Hans Terzer ha dimostrato, con il Ruländer “Sanct Valentin”, che il vino bianco, spesso sottovalutato e considerato troppo pesante, può essere esplosivo come un ballerino se nasce nei migliori terreni.
 
 
VINUM-Hotel – La storia di gennaio
“Piccole bottiglie, grandiose dolcezze” - I rinomati vini da dessert altoatesini a livello internazionale

Fino a 15 o 20 anni fa, l’Alto Adige non era sicuramente conosciuto sulla scena mondiale del vino come produttore di vini dolci. Tuttavia, con lo sviluppo generale dei vini altoatesini, si è scoperto anche un discreto interesse nei vini da dessert. La maggior parte dei cantinieri lascia a lungo l’uva sulla vite e la vendemmiano tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, per poi lasciarla appassire in luoghi ventilati e, successivamente, all’interno di apposite casse. Il risultato di tutto ciò è un classico “passito”, comunemente noto anche come “Trockenbeerenauslese”. Molto dolce, ma soprattutto molto buono - se non addirittura irresistibile - quando abbinato a formaggi con muffa blu o verde, come gorgonzola o roquefort. La storia di gennaio è dedicata ai meravigliosi vini da dessert altoatesini, conservati come tesori nelle cantine dei VINUM-Hotels Südtirol per gli ospiti più curiosi ed esperti. Cin cin! Alla salute!