Zona vinicola Merano e dintorni

Dove l'uva è curativa

La cura a base di uva Schiava Grossa di Merano era una delle terapie più gettonate tra la fine dell’800 e la prima guerra mondiale. Nel Burgraviato da sempre la Schiava viene chiamata “Colli di Merano” per indicare una varietà speziata e di ottima digeribilità. Fu l’arciduca Giovanni d’Austria, nel 1852, a introdurre i primi Pinot nero e bianco: un’intuizione coronata da successo.

"Colli di Merano", la Schiava dal carattere forte

Negli ultimi anni, caratterizzati da un forte ritorno ai vini locali, si è assistito a una sorta di rinascimento della Schiava “Colli di Merano” prodotta a Cermes, Marlengo e naturalmente anche nell’antica città termale. Da parte sua il delicato Pinot nero, coltivato in appezzamenti freschi e ventilati, sviluppa l’inconfondibile aroma di ciliegia e amarena che caratterizza i suoi antenati francesi. Piccole quantità ma grande qualità ed eleganza per Gewürztraminer e Pinot bianco, eccellenti anche come vini da dessert.

  • Superficie di produzione: 368 ha
  • Altitudine dei vigneti: 300 a 800 m s.l.m.
  • Terreni: terreni porosi da depositi pluviani, molto ghiaiosi sui versanti, sabbiosi a fondovalle
  • Produzione: 37% vini bianchi, 63% vini rossi
  • Vitigni più diffusi: Schiava, Pinot nero, Pinot bianco, Sauvignon
 

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