“Super South Tyroleans”

I grandi vini di caratura internazionale dell’Alto Adige
Febbraio 2016
La stampa internazionale e i grandi critici di settore lo ripetono da tempo:
i vini altoatesini, così eleganti e raffinati, non hanno niente da invidiare alle blasonate etichette che troneggiano nei saloni vinicoli più rinomati del pianeta.

E così, sull’onda dei tanti riconoscimenti internazionali che hanno consacrato l’eleganza, l’abbondanza di sfumature e la raffinatezza dei vini nati in Alto Adige, qualche anno fa i cantinieri a sud del Brennero hanno deciso che era giunta l’ora di produrre in quantità limitata “il meglio del meglio”.
 
 
Sulla falsariga dei notissimi – e tremendamente cari – vini “Super Tuscan”, queste bottiglie selezionate sono state chiamate “Super South Tyroleans”.
Prima dell’euro il prezzo che distingueva i vini di classe si attestava sulle 30.000 lire, con la moneta unica l’asticella si è via via innalzata fino ad arrivare ai 50 euro. Adesso anche in Alto Adige la soglia dei 100 euro è stata avvicinata e, in qualche caso, sfrontatamente superata.

La prima è stata la Cantina Terlano con la “Grande Cuvée” di bianchi, seguita dalla cantina di S. Michele Appiano con il suo “Appius” (Chardonnay/Pinot bianco/piccole quantità di Sauvignon & Ruländer/Pinot Grigio). Poi come un’onda si sono succedute la Cantina Produttori San Paolo (un Pinot bianco affinato in anfore di terracotta), la Cantina Girlan di Cornaiano con il Pinot bianco “Vigna Ganger” e la cantina Hofstätter di Termeno con il “Vigna Roccolo”.

Le viti di Pinot nero che crescono a Vigna Roccolo (il nome roccolo deriva da una casetta per la cattura degli uccelli che in passato si trovava vicino al vigneto) sono state piantate negli anni ’40 del secolo scorso, la resa è per natura molto bassa e gli acini sono straordinariamente corposi.

Un Pinot nero dalle enormi potenzialità, un vino che – come tutti i grandi vini – durante lo stadio giovanile ha bisogno di maturare ancora un paio di anni in bottiglia prima di esprimere al meglio la propria classe. Al pari del suo vicino “Roccolo”, anche il “Vigna Ganger” della Cantina Girlan matura sulle colline di Mazzon, considerate la patria del Pinot nero altoatesino. Il nettare vinificato a Cornaiano ammalia il palato con un fruttato delicato e una tessitura tannica raffinata: una rarità che, purtroppo, è destinata a riempire appena 2.186 bottiglie.

I Vinum Hotels Alto Adige aderiscono in pieno – e talvolta forniscono idee – a questa nuova filosofia della viticoltura altoatesina, che punta alla qualità d’eccellenza. Negli alberghi del gruppo Vinum Hotels troverete cantine ben assortite, con tanto spazio alle migliori annate delle migliori etichette altoatesine. Tra queste spiccano i “Super South Tyroleans”, bottiglie di gran classe che rappresentano il punto di riferimento per vignaioli locali e forestieri. Siamo di fronte a vini intensi, ricchi di corpo, dalla struttura perfetta e di grande longevità che occupano di diritto un posto d’onore nella storia vinicola dell’Alto Adige.
 
 
Anteprima – La storia di marzo:
Il primo vino spumante made in Alto Adige venne stappato nel lontano 1902 nella “Champagnerkellerei” di Appiano e si chiamava “Überetscher Gold”, l’oro dell’Oltradige. Da allora tante bollicine sono state create dai nostri valorosi maestri cantinieri, che ancora oggi producono in maniera artigianale eccellenti spumanti secondo il metodo classico. 
 
 
 
 
 

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