“Qual è il miglior Pinot d’Italia?”

Gli intenditori di tutto il pianeta concordano: il Pinot nero è il re dei vini rossi
Un sovrano tra l’altro molto umorale e selettivo, che non ama ad esempio gli ambienti caldi. Sembra infatti che il calore eccessivo lo renda troppo pastoso e fiacco. L’Alto Adige questi problemi non li ha: è qui infatti che nascono i migliori Blauburgunder d’Italia.
 
 
Il nobile Pinot nero (chiamato Blauburgunder nella provincia più settentrionale d’Italia) è arrivato in Alto Adige verso la metà del XIX secolo e curiosamente da due direzioni opposte. Da nord infatti l’arciduca Giovanni d’Austria fece in modo che si piantassero vitigni a Scena e Merano, da sud invece (le prime coltivazioni in Lombardia vengono segnalate già nel 1820) il Pinot raggiunse dapprima l’antico Welschtirol – l’odierno Trentino – in località Faedo per poi risalire l’Adige fino a Mazzon di Egna. Nei suoi 160-170 anni di presenza sul suolo altoatesino, il Pinot nero ha vissuto una storia per certi versi sbalorditiva. Inizialmente infatti venne ignorato o nel migliore dei casi tollerato, perché per tantissimi decenni i vignaioli ritennero la Schiava molto più redditizia dal punto di vista economico. Negli anni Settanta e Ottanta però, quando la Schiava conobbe una crisi importante, le cantine e i cantinieri cominciarono a dedicare attenzione e amore anche a questa esigente bacca rossa francese. E così, giorno dopo giorno, il Blauburgunder è diventato sempre più importante fino ad essere oggi – udite, udite – una delle varietà di punta dell’Alto Adige.

“Dove cresce il miglior Pinot nero d’Italia?” Il Blauburgunder, come detto, non ama i territori caldi. E l’Alto Adige ha la grande fortuna di avere, oltre ai vigneti di prima classe di Mazzon/Egna e Pinzon/Montagna, anche tanti piccoli e piccolissimi appezzamenti altrettanto freschi che da Pochi/Salorno – al confine con il Trentino – risalgono l’Adige fino ad arrivare all’aspra Val Venosta. Qui il Pinot nero si trova a meraviglia e per capirlo basta visitare le enoteche dei Vinum Hotels Alto Adige, dove tutti i migliori Blauburgunder dell’Alto Adige, non importa se nati in minuscoli terreni o grand cru, sono amorevolmente custoditi in attesa di essere degustati.

Le Giornate del Pinot nero di Egna e Montagna hanno contribuito in maniera esponenziale al successo del Pinot nero dell’Alto Adige. Ogni anno in maggio nell’ambito di questa importante rassegna vinicola viene incoronato il miglior Pinot nero d’Italia, e noi siamo fieri di annunciare che nel 2017 il titolo è andato ad uno dei nostri Vinum Hotels: la Tenuta Klosterhof di Caldaro, vincitrice con il Blauburgunder Riserva 2014. Congratulazioni da parte nostra!

Questo successo peraltro è l’ennesima conferma di una situazione già conosciuta: l’Alto Adige è in testa alla classifica italiana e gli altri seguono a debita distanza. Non a caso, infatti, nelle ultime dieci edizioni del concorso per ben otto volte ha trionfato un produttore altoatesino.

Chi ama il Pinot nero ama le passioni inconfondibili. E il Blauburgunder altoatesino è rimasto sempre fedele alle origini, mantenendo la sua forte identità regionale. I Pinot neri di qui sanno di vento, pioggia e neve, di terreni ghiaiosi, morenici e argillosi. Le annate sono a volte fantastiche e a volte complicate, ma questi vini riescono sempre ad avere uno stile riconoscibile, mai banale, dai tratti irregolari e intriganti come le colline su cui crescono. Vini dal carattere raffinato e amabile che l’elvetico Andreas März, famoso critico e comunicatore di vino, definisce così: “Con tutto il rispetto per i Pinot neri delle altre regioni italiane, io credo che solo i terreni dell’Alto Adige siano in grado di far nascere vini accostabili per carattere varietale ed eleganza ai grandi prodotti della Borgogna”.
 
 
La storia di giugno dei Vinum Hotels Alto Adige:

“Aiutatemi: qual è il vino più adatto per il mio carpaccio di carciofi?”
Il sommelier ideale – Il vino & e le sue preziose informazioni: perché un grande piatto merita un grande vino.
Quante volte ci capita di attendere più del lecito il nostro bicchiere di vino, per non parlare di quando ci portano un bianco troppo caldo o troppo freddo… Ecco, nei Vinum Hotels Alto Adige questo non succede, perché gli ospiti possono sempre contare su una consulenza specializzata e un servizio pronto a soddisfare qualsiasi esigenza – anche la più insolita – in materia di vini. Ci è sembrato quindi giusto dedicare la storia di giugno a tutti i preparatissimi, cordiali e discreti sommelier dell’Alto Adige.