Edifici moderni per vini moderni

La nuova architettura delle cantine altoatesine

Giugno 2016
C’è fermento nelle cantine altoatesine… e il riferimento non è solo agli ottimi vini locali, prodotti secondo antiche tradizioni e moderne tecnologie. Anche l’architettura di molti edifici vinicoli, carichi di gloriosa storia, ha subito trasformazioni tanto profonde quanto azzeccate. Enologi e produttori coraggiosi, motivati e al passo coi tempi, si sono affidati alla creatività di architetti visionari per dare una nuova immagine ai templi di Bacco.
 
 
Se fino a pochi anni fa le cantine si inserivano con riserbo nel tradizionale contesto paesaggistico, oggi la nuova architettura altoatesina reclama spavaldamente il suo ruolo nella cartolina illustrata con costruzioni audaci, vistosamente moderne, capaci di stupire. E il pubblico dimostra di gradire.

Prendiamo ad esempio l’ala nuova della Cantina di Termeno, concepita dall’archistar Werner Tscholl come una vite gigantesca, “… una vite che uscendo dal piazzale di scarico avvolge il nuovo edifico come una sorta di involucro, una scultura che si apre ad accogliere i visitatori, e si prefigura sia come simbolo riconoscibile della cantina per chi transita da Termeno sia come segno di riconoscimento del paese stesso. Come foyer d’accoglienza è stato utilizzato l’edificio preesistente, elemento che incarna l’antica tradizione della cantina diventandone il “cuore” della nuova architettura”.

Anche la cantina Nalles-Magrè/Entiklar ha voluto lanciare un messaggio di modernità tramite una profonda ristrutturazione con ampliamento. Come elemento di collegamento, simbolico e reale, tra il vecchio e il nuovo edificio, l’architetto Markus Scherer ha concepito un elegante tetto in porfido che, a mo’ di elegante cappello, sembra sospeso nel vuoto. “Dal cortile interno – spiega lo stesso architetto Scherer – tramite la facciata in vetro è possibile osservare la torre di vinificazione, dove inizia il processo di produzione del vino. Un altro gioiello architettonico è rappresentato dalla cantina delle barrique, in cui il vino matura in botti: a guisa di cassa per vino calpestabile, l’extravolume in rovere si trova nel cortile interno coperto”.

Un mix armonioso di tecnologia d’avanguardia, design accattivante e atmosfera accogliente: ecco la nuova cantina Manincor di Caldaro, realizzata interamente sottoterra fatta eccezione per la grande bocca d’ingresso. Questo capolavoro di raffinatezza porta la firma degli architetti Walter Angonese, Rainer Köberl e Silvia Boday, la cui creatività ha permesso di realizzare una struttura quasi invisibile dall’esterno che però si sviluppa per tre piani interrati nel cuore delle colline caldaresi. “La copertura dei vigneti e il successivo rinverdimento del terreno con viti ha permesso non solo di ripristinare il paesaggio preesistente, ma anche di assicurare alla cantina un clima ad umidità costante, a tutto vantaggio dei vini che vi maturano” (Gabriele Kaiser).

Le moderne cantine vinicole dell’Alto Adige, partner di grande importanza per i Vinum Hotels, fanno insomma parlare di sé e, dopo decenni di vinificazione “anonima”, adesso reclamano visibilità anche architettonica. Edifici moderni per vini moderni.
Anteprima: la storia di luglio

“Spatium Pinot Blanc”: il grande simposio internazionale del Pinot bianco di Appiano
Riflettori puntati sul Pinot Bianco, il vino bianco più prestigioso dell’Alto Adige. Il simposio “Spatium Pinot Blanc” porterà ad Appiano i più rinomati produttori di Italia, Francia, Germania e Svizzera per ragionare sulle prospettive di questo straordinario vitigno. Degustazioni di annate rare, visite guidate nelle cantine di Appiano, un party a base di Pinot Bianco e tante altre iniziative attendono esperti e visitatori di questo evento internazionale che tra i partner annovera anche i Vinum Hotels Alto Adige.