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I grandi vini dell’Alto Adige spopolano nelle più prestigiose guide enologiche
Novembre 2016
La seconda metà di ottobre è tradizionalmente il periodo in cui vengono date alle stampe le più importanti guide enologiche.
 
 
E anche quest’anno l’Alto Adige, malgrado abbia una superficie coltivata a vino inferiore all’1% del totale italiano, ha collezionato l’ennesima raffica di riconoscimenti da più di vent’anni a questa parte. Anzi, se si dovesse fare una proporzione tra terreni vitati e riconoscimenti ottenuti (i “Tre bicchieri” del Gambero Rosso, le “5 Bottiglie” de l’Espresso, i “5 Grappoli” di Bibenda, la “Corona” di Vinibuoni e così via), l’Alto Adige sarebbe addirittura davanti a regioni ben più grandi e blasonate come il Piemonte e la Toscana.

“Gambero Rosso 2017”: l’ultima edizione della guida italiana più autorevole ha assegnato gli ambitissimi “3 Bicchieri” a ben 27 vini altoatesini (20 bianchi e 7 rossi). Giusto per capire la portata di questi numeri: nel vicino Trentino, altra regione vinicola che gode di ottima considerazione, solo 10 vini hanno ottenuto il massimo riconoscimento del “Gambero”!

Tra i vini rossi riscuotono un bel successo i vitigni autoctoni. Il “Lago di Caldaro Bischofsleiten 2015” di Castel Sallegg e il “Santa Maddalena Rondell 2015” del Glögglhof di Franz Gojer sono due Schiave eccellenti, poi ci sono due Lagrein, il “Riserva 2013” di Josephus Mayr, Unterganzner, ed il “Taber Riserva 2014” di Cantina Bolzano. A questi si aggiungono il Pinot nero “Trattmann Mazon Riserva 2013” di Cantina Cornaiano, il Pinot nero “Bachgart 2013” di Klaus Lentsch e il Cabernet Sauvignon “Puntay Riserva 2012” della Erste + Neue di Caldaro.

Tra i 20 vini bianchi premiati dal “Gambero Rosso” con il massimo riconoscimento, quattro sono Sylvaner Valle Isarco: “Aristos 2015” della Cantina Produttori Valle Isarco, “Garlider 2014” di Christian Kerschbaumer, “Praepositus 2015” dell’Abbazia di Novacella e il “Taschlerhof 2015” di Peter Wachtler. Poker anche per i Gewürztraminer: “Vom Lehm 2015” di Castelfeder, “Brenntal Riserva 2014” di Cantina Kurtatsch, “Nussbaumer 2014” di Cantina Tramin e “Auratus 2015” della Tenuta Ritterhof. Tris di riconoscimenti per il Pinot bianco: “Praesulis 2015” del Gumphof di Markus Prackwieser, “Sirmian 2015” di Cantina Nals Margreid e “Eichhorn 2015” della Tenuta Manincor.
Due titoli per il Pinot grigio con il “Köfererhof 2015” di Günther Kerschbaumer e il “Sanct Valentin 2014” della Cantina Produttori San Michele Appiano, per il Sauvignon con il “Mervin 2014” di Cantina Merano e il “Lafóa 2014” di Cantina Colterenzio e per il Riesling Val Venosta con “Falkenstein 2014” di Franz Pratzner e “Unterortl 2015” Castel Juval di Martin Aurich. Le altre tre eccellenze sono il Veltliner “Kuenhof 2015” di Peter Pliger, lo Chardonnay “Löwengang 2013” di Tenute Lageder e il Terlaner “Nova Domus Riserva 2013” di Cantina Terlano.

Chi ha il piacere di soggiornare in un Vinum Hotel conosce sicuramente la maggior parte di queste etichette premiate con i “3 Bicchieri”, poiché in tutti gli alberghi del gruppo Vinum Hotels Südtirol da anni ormai si custodiscono e si servono i migliori vini dell’Alto Adige.

Anche nella “Falstaff Weinguide 2017”, la più importante guida vini austriaca, le etichette prodotte a sud del Brennero si mettono in bella evidenza collezionando punteggi importanti. Partendo dal tradizionale sistema dei 100 punti, 25 bianchi e 33 rossi ottengono valutazioni pari o superiori ai 90 punti meritandosi l’appellativo di “grande classe internazionale”. I vini altoatesini più apprezzati sono stati i cosiddetti “Super South Tyroleans”: tra i bianchi lodi sperticate per “Terlaner I Grande Cuvée 2013” (Cantina Terlano), “Appius 2011” (Cantina Produttori San Michele Appiano) e il miglior Gewürztraminer, il “Nussbaumer” di Cantina Tramin. Tra i rossi i punteggi più alti sono andati al Pinot nero “Mason di Mason 2013” (Manincor), al Lagrein “Roblinus 2013” (Waldgries) e al Merlot “Nussleiten” (Castel Sallegg di Caldaro). “Se fino a vent’anni fa in Alto Adige c’erano solo un paio di aziende in grado di produrre vini di eccellenza – scrivono gli editori di “Falstaff” – oggi praticamente ogni produttore ha nel proprio assortimento vini di qualità assoluta. Alto Adige: piccole quantità, grande qualità!”
 
 
Anteprima: la storia di dicembre offerta dai Vinum Hotels

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