Come saranno i vini altoatesini dell’annata 2015?

Ve li presentiamo in anteprima

Gennaio 2016
I vignaioli altoatesini hanno ancora negli occhi la difficile annata 2014, piovosa come poche altre, che costò loro parecchie notti insonni, soprattutto nel periodo della vendemmia, e mise a dura prova il loro sistema nervoso.
Le condizioni climatiche del 2015 invece fanno presagire un’annata fantastica: in primavera la fase vegetativa è stata risparmiata dal gelo, prima dell’estate è caduta la giusta quantità di pioggia, quindi c’è stato un periodo di forte afa seguito da un clima secco e da un autunno con notti fresche, che hanno permesso alle uve in pianta di acquisire aromi ancora più intensi.

Un’annata da record? Chissà.
 
 
Va da sé che, secondo gli enologi altoatesini più anziani, i primi campioni dell’annata 2015 prelevati in botte richiamano alla mente annate leggendarie come il 1956, il ’59 o il ’69. In tempi più recenti invece, a parità di condizioni climatiche rispetto al 2015, i paragoni vengono fatti con gli straordinari vini imbottigliati negli anni 1995, 1997 e 2009. La ricchezza di varietà, di microclimi e di terreni che caratterizza l’Alto Adige permette di creare vini che non sono solo eccellenti, ma anche unici per la loro specificità territoriale.

Ecco allora che la torrida estate del 2015 lascia aperti scenari da sogno: vini rossi intensi, caratterizzati da grande eleganza e fruttato, ma anche – soprattutto alle quote più alte – vini piacevolmente speziati, dagli aromi raffinati e dall’acidità filigranata. Grandi aspettative si nutrono in particolare per i vitigni francesi a bacca rossa, ossia Cabernet e Merlot di fondovalle e Pinot Noir di collina, ma anche per i rossi autoctoni – Lagrein e Schiava – si preannuncia un’annata favolosa.

Per quanto riguarda i bianchi, segnaliamo lo spiccato bouquet fruttato e la piacevolissima acidità che accomunano il Riesling della Val Venosta, Sylvaner e Grüner Veltliner della Valle Isarco, lo Chardonnay e il Pinot bianco di Oltradige e Bassa Atesina. L’altro vitigno autoctono dell’Alto Adige, il celeberrimo Gewürztraminer, si caratterizza per il fine sentore floreale e l’intensità aromatica.

Alla luce di quanto detto è normale che i viticoltori altoatesini non vedano l’ora che arrivi la primavera, quando potranno finalmente presentare gli straordinari vini del 2015 nelle più prestigiose fiere vinicole internazionali.
La nostra prossima storia:
Da qualche anno a questa parte le cantine più antiche dell’Alto Adige producono in quantità limitata “il meglio del meglio”. Sulla falsariga dei notissimi – e tremendamente cari – vini “Super Tuscan”, queste bottiglie selezionate sono state chiamate “Super South Tyroleans”. Nella storia di febbraio vi presenteremo alcune di queste etichette che aspirano ad entrare nell’élite mondiale dei vini.